Alessandro Seravalle & Gianni Venturi: “QOHELET” (Lizard Records 2020) – di Ignazio Gulotta

MAGAZZINI INESISTENTI, Febbraio 15, 2021

Progetto ardimentoso e affascinante quello imbastito dal manipolatore di suoni e musicista sperimentale Alessandro Seravalle, del quale potete trovare recensito su queste pagine l’ottimo disco uscito a nome Officina F.lli Seravalle, e dal cantante e poeta Gianni Venturi, anche lui uscito nel 2020 con il bel lavoro degli Altare Thotemico (anche di questo lavoro si è parlato su Magazzini). Ispirazione dell’opera è il Qohelet, libro della Bibbia conosciuto anche come l’Ecclesiaste (testo molto discusso), qui è utilizzata la traduzione di Guido Ceronetti, e che già in passato ha ispirato artisti e filosofi; del resto il problema del bene e del male, dell’illusorietà della vita e dell’inutilità del fare una scelta quando il destino umano è quello di morire, è tema che da sempre coinvolge e interessa l’umanità, e al quale sono state date molteplici risposte. I due autori hanno lavorato a distanza, un contatto intellettuale e spirituale, ma non fisico, il friulano Seravalle mandava le sue tracce sonore a Venturi il quale su quelle costruiva i suoi testi e cantava. O, meglio, recitava. Infatti lo stile adottato da Venturi, lo saprà bene chi ha già avuto modo di conoscere i suoi lavori precedenti, è una sorta di recitazione, declamazione di stampo teatrale, non a caso le sue ardite modulazioni vocali a volte fanno venire in mente Carmelo Bene e, forse ancor più, certe recitazioni roboanti ed evocative dei futuristi… [+]

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